Le avventure di una Fuorisede.

Le storie, le figuracce e i pensieri di una che, nonostante tutto, tifa Andorra…

I need StupoVe.

gennaio15

Vorrei stupirmi. Stupirmi in senso positivo.

Pochi riescono a stupirmi in senso positivo. Ultimamente mi sono rivelata troppo ottimista ed ho ricevuto delusioni… Da me, da altri…

L’ho mandato a fare in culo, quel ragazzo che frequentavo – dico. Avvertivo, nonostante lui negasse (verbalmente parlando), il suo disinteresse nei miei riguardi. Non c’è cosa peggiore di quando ad una persona non frega nulla di te: non vede il tuo essere speciale (perchè ognuno, a suo modo, lo è) e non gli provochi nessun innalzamento di pressione, nessun rossore, neanche un leggero sorriso. Oddio, che nervi. Ah – dimenticavo – per lui quei pochi asettici gesti che faceva nei miei riguardi erano notevoli (es: messaggio del mattino “Buon giorno :)” alchè il mio commento era “Wow, che originalità… MA CAZZO SI SCRIVE “BUONGIORNO” TUTTO ATTACCATO!!”). Sono convinta anche che mi desse per scontata. Oddio, che nervi.

No, non mi sono innamorata… Ok, mi piaceva (forse mi piace ancora), ma il mio amaro in bocca deriva dal fatto che non sia riuscito ad attirarlo, a tenerlo… Per poi mollarlo io. Ho sempre amato gestire io le cose. Cazzo, piaccio ad un sacco di gente e a lui… Mbhà, male, male Rosalinda, non ci siamo…

Ora è come se avessi la testa vuota. Mi mancano persone a cui indirizzare le mie fantasie… Mi sento così sola e così annoiata da chi mi circonda… Vorrei conoscere qualcuno d’interessante, anche come amicizia. Tuttavia, non è perido, tra esami e cose varie è meglio che rimanga concentrata su cose tangibili.

Ciò che mi fa veramente incazzare con me stessa, oltre tutto, è che non posso fare a meno di farmi fantasie, ecco. Esse – poche, comunque – si concentrano, purtroppo, sull’ultimo. Già, su quello che ho mandato a fanculo.

- Penso che un giorno, così, improvvisamente – arrecandomi stupore e lusinga – vedendo me che lo ignoro, mi fermi prendendomi per un braccio e dica che gli manco, che è stato un coglione, che sono speciale, che vuole ricominciare, che si vuole mettere in gioco per me perchè PER ME NE VALE LA PENA. – La mia reazione di dopo? Sinceramente, il mio “sogno” di blocca qui… Meglio così, non vorrei vedermi nel momento in cui ci ricasco.

Vabbè, sono solo fantasie che creo solo perchè lui è l’ultimo capitato ed io sono sotto stress. Passeranno senza che si realizzino, senza fare rumore (come adesso, alla fine).

Che palle di periodo. Spero che qualcosa mi stupisca presto…

Direttamente dal passato…

dicembre30

… Direttamente da Qui.

{Mi scuso se sarò sdolcinata e banale.
Suggerimento: se non siete “predisposti”
è meglio non leggere, non si capirebbe.}

Non so come cominciare. Frugo nella mia testa cercando le parole adatte per poter scrivere ciò che voglio scrivere.

Forse perchè essere contenti ti fa ammutolire, ti stordisce talmente tanto che non riesci più ad esprimere ciò che vorresti.
Forse perchè essere contenti ti fa temere di sminuire ciò che provi… Perchè ti rendi conto che anche
le parole più belle sembrerebbero minuscole accanto al tuo cuore.

Ho perso una scommessa, ma ho vinto altro e non faccio che ringraziare quell’intervento che scrivesti e che io lessi.
Non faccio che ringraziare la serie di coincidenze che ci ha fatti conoscere, incontrare… Anche se forse
non può essere una coincidenza una cosa tanto bella…

Prima non sapevo, prima non credevo che si potesse essere tanto felici tra le braccia di qualcuno.

E non basterebbe né la mia, né la tua schiena per poter descrivere ciò che provo per te.


Ti conosco da un anno e mezzo, ma sembra una vita che sappiamo tutto.

{…E come potrei non sentirmi sola dopo tutto questo?…}

Tutta la verità, senza mezzi termini e di getto. {Ora ho bisogno di scrivere così, per me.}

dicembre27

Ad ottobre mi sono lasciata con il mio ragazzo storico. Il mio “piccolo grande amore”. Ho chiuso perchè sentivo che le mie esigenze erano cambiate. Ora so che lo erano in parte.

Credo che io abbia il bisogno – in ogni momento – di essere e sentirmi importante per qualcuno, di essere voluta bene, per non dire amata, da qualcuno. Stefano era il mio punto fisso, colui che mi amava sempre anche quando lui non ci pensava, anche quando io non ci pensavo.

Da quando mi alzavo la mattina, col mio carico d’insicurezze, pensieri e preoccupazioni, c’era sempre lui che, anche senza farsene accorgere, era l’appiglio dei miei pensieri. Qualunque cosa facessi, qualcunque cosa dicessi Stefano c’era con me, al mio fianco, ad amarmi e a guardarmi con gli occhi pieni di luce. Era come avere un tesoro rarissimo che pochi anno… Io ce l’avevo e solo ora mi rendo conto cosa significa fare le stesse cose e non avere nessuno che, comunque vada, sta lì, da qualche parte, a sorriderti.

Attualmente mi frequento con un’altra persona. Per passare il tempo, credo.

Non è un cattivo ragazzo, al contrario… Con lui mi trovo anche abbastanza bene, ma ha alcuni difetti che credo ci bloccheranno anche nel momento in cui, eventualmente, decidessimo d’intraprendere una storia seria.

Il fatto è che mi sento sola. Terribilmente sola e vuota. Incompleta. Inutile. Insignificante per ciascuno. Il solo pensiero di non avere qualcuno “fisso” da chiamare se mi accade qualcosa di buffo o brutto mi carica di angoscia.

Non è compito di questo nuovo ragazzo cercare di aiutarmi in questo senso, ma, inevitabilmente, questa situazione tira fuori la parte più pessimista e catastrofista di me… E se rimanessi per sempre sola? Con questa sensazione di smarrimento costantemente addosso? E se io meritassi solo quel tipo di ragazzo che, dopo un mese che ci frequentiamo, non sa ancora dirmi se stiamo insieme o no, non mi chiama e non mi chiede mai di uscire?

So che la cosa che Rosalinda farebbe normalmente sarebbe mandare a fanculo questa persona con tutti i suoi messaggi non mandati, con tutte le sue premure mai date, ecc… Ma se allontanarlo peggiorasse la mia sensazione di solitudine? Credo di non potermelo permettere.

Nel frattempo inganno il tempo aspettando che qualcosa cambi… Sperando – nonostante tutto – che qualcosa di nuovo mi faccia sentire, almeno un po’, come prima.

Tornerò, lo giuro!

novembre18

… E’ che mi sono finalmente trasferita a casa MIA, ma non ho internet… Per ora! Ovviamente non accenno al casino immondo che c’è lì in quanto ci viviamo io e Bibi e da 3 giorni stanno montando camera mia. Ah, dimenticavo che non ho neanche l’armadio per il momento.

Altra cosa importante: ODIO IKEA.

Detto questo, saluto e via.

P.S.: ODIO IKEA. CAZZO.

Cambio di prospettiva.

novembre5

Sabato scorso sono tornata al paesello ed ho provato una sensazione strana: non ero più a casa.

Era quasi bello quel posto… Col suo tramonto rosso, le colline morbide e la pietra bianca…

Cazzo, ho passato praticamente la maggior parte della mia vita ad odiarlo, ad odiare chi ci abitava… Sabato l’ho sentito come un problema non mio, ho avvertito una sorta d’indifferenza. E’ stato piacevole, ma, ora che ci penso, anche un po’ malinconico… Sarà perchè mi sento cresciuta?

Ho desiderato tanto quella sensazione che però, quando è arrivata, mi ha quasi sopraffatto.

Come al solito non desidero tornare indietro sui miei passi… Anche perchè diventare grandi non è poi tanto male!! ;)

Aggiunta obiettivi più o meno prossimi da raggiungere.

ottobre28

Il fatto è che sono una persona sensibile.

Sapete, una di quelle che quando vede un film in tv comincia a piangere a dirotto anche quando questo parla dei peli del culo di un bisonte.

Poi, vabbè, non vogliamo parlare delle seghe mentali che mi faccio? Della “premura” – se così vogliamo chiamarla – nei confronti delle persone? E’ che io tratto gli altri come io vorrei essere trattata… Io, addirittura, a volte penso che quasi tutti siano come me – ciòè tendenzialmente buoni e/o con un po’ di sale in zucca e/o giusto un pochino di maturità.

La cosa brutta è che… Spesso, guardate un po’… Mi sbaglio!

C’è una cosa che devo cominciare a fare seriamente: dare meno retta all’altrui.

In fondo chi cazzo se ne sbatte?! Comincerò anche io a tirarmela, ad avere dei problemi che proprio non posso nascondere e a comportarmi come una donna di ghiaccio.

Sembra la trama di Mission Impossible 4? Lo è!… Cioè… No, scherzavo… Comunque tutto questo per dire che ho aggiornato la mia lista degli obiettivi in questo periodo:

  1. Dare tutti e 3 gli esami del primo semestre;
  2. riuscire veramente a traslocare;
  3. dimagrire;
  4. DARE MENO RETTA ALLA GENTE!

Riuscirà la nostra eroina a raggiungere questi quattro, stratosferici traguardi? Lo scopriremo a Dicembre in tutti i migliri cinema (= dove appunto uscirà Mission Impossible 4!)!!

Eheh… -__-

Tra escort, cocaina, trans e puttanieri.

ottobre25

Ogni giorno io mi alzo con sforzo immenso, vado in cucina, mi preparo il latte e mentre me lo bevo con i biscotti, mi vedo un po’ di sky tg24. Ahimè, vorrei poter fare di meglio, ma a quell’ora è già tanto se riesco a schiacciare i pulsanti del telecomando.

Oltre questo leggiucchio un po’ in giro, m’informo, ma – ammetto – prima facevo senz’altro di meglio! Il fatto è che io non ce la faccio a non voler capire chi me la sta mettendo nel culo e quando, sono troppo curiosa e affezionata al mio sedere… Ultimamente, però, mi è salito a schifo tutto.

Non sarò mai tra quelli che si arrende e magari preferisce il “non sapere per non soffrire”, ma spontaneamente ho cominciato ad abbandonare quella che era una sorta di piccolia passione per l’attualità.

Il fatto è che il disgusto e, per certi versi, la disperazione – intesa come pura assenza di speranza – ha preso il sopravvento e quindi sono stanca di leggere di puttane, droga, ecc… Sono stanca di lamentarmi senza proporre una soluzione perchè questa, effettivamente, NON ESISTE! Non c’è una scappatoia, non c’è un “meno-peggio” tale da potermi portare a votarlo.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!” (il caro vecchio Dante Alighieri)

Parlare dei politici italiani, per me, è come parlare dell’infinito matematico…

E’ intuitivo che ∞ è più piccolo di (∞)^2, ma si parla sempre di un numero enorme tanto da essere definito, appunto, “infinito”. La stronzaggine dei politici italiani è così: alcuni sono infinitamente stronzi al quadrato, altri sono infinitamente stronzi e basta, MA PUR SEMPRE INFINITAMENTE STRONZI! (Il termine “stronzi” riassume i concetti di mafiosi, puttanieri, bugiardi, ladri, ecc…)

Dopo il Papi, anche Marrazzo con al seguito questioni INUTILI come quella messa in piedi dal PDL che vuole che si vada a votare subito nel Lazio… Anche io lo vorrei, ma vorrei anche che si voti subito anche in tutta Italia per spodestare – si spera – un ormai noto puttaniere.

La cosa più fastidiosa, per me, a sto punto, è che sti qui prima facevano i cattolici (ricordiamo il Family-Day) o i moralizzatori (ricordiamo Mi Manda Rai3), ecc… Cazzo, un po’ di coerenza! Andate a puttane, pippate coca, rubate, ma almeno siate chiari!

Finiamola con sta pagliacciata e fate i ricchioni con il culo degli altri in maniera LIMPIDA, siate onesti almeno in questo!!

Dio mio, a cosa ci siamo ridotti…

Vabbè, ora stacco e mi consolo pensando che, viste le vicende, potrò vantarmi di avere, da almeno un anno, dei trasgressivi e strani calzini azzurri… Diventerò una nuova icona dello stile alternativo? xD

(vero) Primo intervento e scene folkloristiche.

ottobre22

Benvenuta a me!

Questo è il mio primo vero intervento su questo blog. L’intervento precedente, infatti, mi serviva solo per fare delle modifiche in css e poi l’avrei cancellato… I piani erano questi finchè il mio amico ha commentato l’intervento poc’anzi citato e quindi mi son detta: “Su dai, lasciamolo stare!”

Sono appena tornata da un’uscita con mia cugina-coinquilina Sabina (altrimenti detta Bibbì) e due miei amici-colleghi di corso, Jerry e Annamaria.

Tutto è cominciato semplicemente con un: “Beh, ragà stasera ci facciamo un kebab?!” “Seh / vabbù / ok / ecc…” Poi il kebab è diventato una pita con giro in centro.

Belli, freschi, tosti e con la pancia piena siamo passati, ridendo e scherzando, per corso Cavur, Piazza Ferrarese e poi, per tornare nelle nostre tane, abbiamo preso via Sparano.

Camminavamo sereni, non dicendo neanche una cosa seria (Jerry, per esempio, non faceva altro che imitare le risate altrui con “ahah”, “ihih” e ragli vari), quando vediamo, seduti su delle panchine, i classici cozzalotti di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Improvvisamente uno di questi scatta, passa vicino me e alle altre due ragazze correndo come un pazzo con i suoi 30 cm di gambe, ma non ci scippa… Infatti, giusto il tempo di girarmi – e notare il suo orecchino sbrillucicante e grezzisimo – che il cozzalotto dice, con voce da “cachizzo” (= individuo talmente giovane che si fa ancora la pupù addosso), “WE TRMà!” (=”ehi cazzone!”) e dà un pugno a Jerry sulla schiena.

Jerry non reagisce. Io non posso che cominciare a ridere pensando al ragazzino che era riuscito a colpire un po’ più su dell’osso sacro nonostante si fosse slanciato al massimo, della serie che mancava poco che facesse un volo dell’angelo con avvitamento triplo e ricaduta sulle punte.

Ora che sono tornata a casa e avendo finito di ridere, penso…

… Ma è normale che giovedì alle 22:30 un ragazzino alto un metro ed una sega vada a dare pugni ad uno sconosciuto alto 1,85 e grande quanto ad una montagna? Ma, più in generale, è normale che accada una cosa di questo tipo? Mbhà.

Da questa sera ho imparato che:

  1. Il giovedì sera a Bari per i bambini equivale alla luna piena per i lupi mannari;
  2. Jerry costituisce una sorta di polo magnetico attira-pugni: non solo li prende da me, ma anche dagli estranei;
  3. Ringrazio i miei genitori di non aver fatto fare l’orecchino a mio fratello perchè è veramente inguardabile.

E mo, buonanotte! xD

Woooow!!

ottobre19

Prova prova PROVA!!!